ELEZIONI: ELEGGERE IL PARLAMENTO O IL TAUMATURGO? (IL PUNTO)
Ad una settimana dal voto (Pizza
vittoria che permettera' alla coalizione di Berlusconi di
conquistare la Camera dei deputati, dopo la decsione di
Veltroni di mandare all'aria l'Ulivo di Prodi a vantaggio di
un partito, il Pd, autodefinitosi '''a vocazione
maggioritaria'', un partito, in altri termini, nato per
concorrere al governo, non per affermare una propria visione
di societa' ed un proprio modello per il paese.
Diverso discorso, grazie al sistema elettorale che,
pervicacemente, Berlusconi si e' rifiutato di cambiare,
riguarda il Senato.
Qui molteplici segnali indicano
difficolta' per il Pdl di conquistare una significativa
maggioranza: non e' poca cosa.
Al Cavaliere toccherebbe
esercitarsi, come nel 1994, all'epoca del suo breve primo
governo, in una azione di shopping di parlamentari o forze
politiche (sara' disponibile l'Udc a rientrare nella
compagine?), o, piu' probabilmente, passare la mano al famoso
governo delle larghe intese, esorcizzato in questa fase
conclusiva della campagna elettorale, eppure tra le ipotesi
possibili.
Intanto, tutto lascia intravedere che il 70% circa
dell'elettorato italiano potrebbe convergere su un
bipartitismo all'italiana, suddividendo i propri suffragi tra
Pdl e Pd.
Esattamente quanto, sino agli anni '80 del secolo
scorso accadeva nei confronti di Democrazia Cristiana e
Partito comunista che, insieme, capitalizzavano la stessa
quota di voti, con ben diversi risultati in termini di
stabilita' politica.
Contro quel modello si scateno' una vera e propria campagna,
per tornare oggi, '''mutatis mutandis'', ad uno schema
analogo.
La mobilita' elettorale, con buona pace, degli
esperti, sembra ridotta a poca cosa: del 25% di incerti
indicati sino alla scorsa settimana dai sondaggi, si sa che
un 20% appartiene alla schiera dei non votanti, dunque a cosa
si riduce la contesa? Eppure, lo dimostro' il risultato delle
politiche del 1996, una rincorsa e' possibile ed e' a questo
che si dispone Veltroni, con la sua coalizione con Di
Pietro.
Dato in comune ai due contendenti principali sembra essere
quello di voler stupire, con effetti piu' o meno speciali.
Ed
allora Berlusconi aggiunge alla sua galleria di Presidente
operaio, contadino, ecc., quella di Presidente spazzino,
assumendo direttamente su di se', oltre all'onere della
cordata per un'Alitalia italiana, anche il compito di
rimuovere la spazzatura dalla Campania.
Dal canto suo
Veltroni rincorre il centrodestra sul suo terreno e al grido
'''la sicurezza non e' ne' di destra ne' di sinistra'',
indica quale indispensabile viatico per il funzionamento
della giustizia italiana la costruzione di piu' carceri, in
un tardivo scimmiottamento dell'ex guardasigilli leghista
Roberto Castelli: obiettivo, allontanare da se' anche solo il
dubbio di poter essere ritenuto un leader di sinistra.
Difficile permettere ai cittadini di cogliere, nella babele
dell'ultima settimana di campagna elettorale, termini
dirimenti delle due coalizioni che si candidano alla guida
del paese.
Serve forse tornare all'epoca in cui le elezioni politiche
servivano per leggere il Parlamento e non per affidare a
qualche taumaturgo la delega pee risolvere i problemi
dell'Italia?
Gas/cam/ss