AMMINISTRATIVE: ROMA, DUELLO PD-PDL CONDIZIONATO DA 'TERZI INCOMODI'
Il 13 e 14 aprile gli italiani sono
sindaco Walter Veltroni, candidato premier del Partito
Democratico, e del presidente della Provincia, Enrico
Gasbarra (sempre nelle fila del Pd) - fatto che ha portato
allo scioglimento dei Consigli comunale e provinciale -,
dovranno depositare nelle urne preposte ben cinque schede.
Dovranno infatti votare per Senato, Camera, Comune, Provincia
e Municipio.
Una marea di schede che, anche a causa della diversita' di
sistemi elettorali, potra' provocare non poche confusioni
negli elettori ed anche nei componenti i seggi elettorali.
E
la diversita' di voto ha portato e porta anche ad una diversa
tipologie delle campagne elettorali per le politiche e le
amministrative.
Infatti, mentre per il livello nazionale la 'battaglia'
viene combattuta soprattutto attraverso gli schermi
televisivi e le interviste radiofoniche e giornalistiche dei
big dei vari schieramenti, a livello amministrativo lo
scontro vive soprattutto sull'affissione di manifesti e la
diffusione di volantini e bigliettini elettorali, nonche' di
facsimili delle schede elettorali.
A contendersi la poltrona di 'primo cittadino' del
Campidoglio lasciata libera da Veltroni, sono in 14, ma la
vera battaglia e' quella che vede impegnati Francesco Rutelli
e Gianni Alemanno.
L'ex leader della Margherita, forte della
precedente esperienza di sindaco di Roma (dalla fine del '93
al 2001, quando fu candidato premier del centrosinistra),
della maggioranza che lo sostiene (contrariamente alla scena
nazionale, a Roma rivive l'Unione con la sola eccezione dei
socialisti che candidano Franco Grillini), e da una rete
consolidata di rapporti con la 'Roma che conta' che ha
sostenuto sia lui che Veltroni, conta e spera di superare al
primo turno il 50% piu' un voto ed evitare il ballottaggio,
sempre pericoloso, perche' potrebbe vedere il ricompattamento
del centrodestra e una possibile diserzione dalle urne
domenica 27 aprile (data dell'eventuale ballottaggio) messa
nel bel mezzo di un possibile 'ponte' (venerdi' 25 e' Festa
della Liberazione ed il 1 maggio, Festa del Lavoro, capita di
giovedi').
Gli ultimi sondaggi eseguiti prima del blocco (15 giorni
prima del voto) vedevano Rutelli assestato tra il 48,5% ed il
50,5%.
Il superamento di quota 50% appare difficile, anche
perche' ci sono settori della Sinistra-L'Arcobaleno che si
vedono maggiormente rappresentati dal 'laico' Grillini, cosi'
alcuni ambienti radicali, nonostante l'accordo sottoscritto
da Emma Bonino.
A complicare i giochi per Rutelli c'e' poi la
presenza di una lista che si rifa' al comico genovese Beppe
Grillo di difficile quantificazione.
Alemanno, gia' sconfitto due anni fa da Veltroni, vorrebbe
evitare il bis contro Rutelli.
Ma contro di lui gioca la
frammentazione del centro-destra e la discesa in campo
dell'ex governatore del Lazio ed ex ministro della Sanita',
Francesco Storace, particolarmente forte nella Capitale, dove
puo' valersi della candidatura alla presidenza della
Provincia di un altro 'uomo forte' della Destra, Teodoro
Buontempo.
Storace e Buontempo, prima nel Msi-Dn e poi in An, hanno
contato sempre molto soprattutto nelle borgate romane, spesso
ignorate dalle giunte di centrosinistra ed alle prese in
prima persona con il complicato problema dell'immigrazione
che ha portato ad una difficile convivenza con gli
extracomunitari ed i rumeni.
Riusciranno anche questa volta a
fare il pieno in queste borgate? Ed a scapito di chi? E' la
domanda che si fanno tutti, soprattutto i due interessati, ma
la risposta si potra' avere solo ad urne chiuse e con i primi
responsi.
Quindi Alemanno, a sostegno del quale Berlusconi ha
spedito alle famiglie romane un opuscolo sulle malefatte di
Veltroni e delle lettere nelle quali chiede il voto per la
Pdl, deve sperare che Rutelli non ce la faccia al primo turno
e poi nel ricompattamento quanto meno con gli elettori de La
Destra, dell'Udc, della 'Rosa' e, non ultimo, sulla
'diserzione' degli elettori di centrosinistra nel
ballottaggio, magari delusi dal voto delle politiche.
Come detto, il ruolo di 'guastafeste' e' affidato a
Storace e, ci si perdoni il gioco di parole, a Grillini ed ai
'grillini'.
Ma a Roma e provincia si votera' anche per il rinnovo del
consiglio di Palazzo Valentini.
Qui i principali 'competitor'
sono Nicola Zingaretti, europarlamentare e uomo forte dei Ds
laziali, candidato del Pd, e Alfredo Antoniozzi, anch'egli
europarlamentare (di Fi) e con un passato democristiano in
famiglia.
Terzo incomodo, come detto, Buontempo.
La partita dovrebbe essere appannaggio di Zingaretti, ma
la provincia, contrariamente al comune, nel passato ha
riservato brutte sorprese al centrosinistra (nella
legislatura precedente a quella di Gasbarra, presidente della
provincia e' stato Silvano Moffa, sindaco di Colleferro,
eletto al ballottaggio proprio a causa dell'assenteismo
dell'elettorato di centrosinistra che al primo turno aveva
sfiorato il 50%).
Quindi, anche qui, battaglia aperta ad ogni
risultato.
Per cio' che concerne i diciannove municipi romani,
attualmente il centrodestra ne amministra solo uno, quello di
Vigna Clara.
Sara' importante vedere se la situazione
cambiera' e come.
leo/cam/ss