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SPAGNA: ZAPATERO ALLUNGA NEI SONDAGGI, NON PAGA CATASTROFISMO RAJOY

''Zapatero tumba a Rajoy'' habil e incisivo'', deve ammettere ''El Mundo'', testata nettamente schierata all'opposizione.
I due principali quotidiani spagnoli si riferiscono all'esito del dibattito televisivo di ieri sera, quando i due leader si sono affrontati per la seconda volta in appena quindici giorni.
Titoli e catenacci usano metafore sportive che si rifanno al linguaggio della boxe.
Se ''El Pais'' infatti scrive di ''evidente ko'', ''El Mundo'' replica: ''Zapatero combatte con abilita' e durezza ma non assesta il colpo decisivo a Rajoy''. Nel match di una settimana fa Jose' Luis Rodriguez Zapatero aveva vinto leggermente sul suo rivale, almeno stando ai sondaggi.
Questa volta il premier e' apparso grintoso, preciso e in vena di battute sarcastiche sul suo avversario. Mariano Rajoy, invece, ha usato tre argomenti per mettere in difficolta' il suo interlocutore: emigrazione, terrorismo dell'Eta e rischio che l'unita' nazionale della Spagna si sgretoli per un eccesso di federalismo favorito dal governo centrale.
Il socialista Zapatero ha cosi' potuto giocare all'attacco, ricordando i buoni numeri dell'economia spagnola (e' quella che cresce di piu' in Europa con ritmi del 3, 5 annui) e la politica del suo governo in materia di diritti (dalle unioni civili concesse alle coppie gay alla tutela degli anziani e dei giovani in cerca di prima occupazione). Il popolare Rajoy, nel tentativo di contrastare il premier, ha finito per apparire catastrofista: ''Crescono i prezzi, l'occupazione va giu', il terrorismo dell'Eta non e' sconfitto e in Catalogna non si studia lo spagnolo nelle scuole''.
Secondo la societa' di sondaggi Metroscopia, e' stato proprio quel catastrofismo ad aver penalizzato Rajoy nel secondo match in tv: ''Gli spagnoli vogliono continuare a sentirsi ottimisti e fiduciosi nel futuro, anche se sanno che prima o poi l'economia dovra' rallentare''.
Da qui l'esito del sondaggio condotto dalla stessa societa' sociologica tra i telespettatori dopo la fine del dibattito tra i due leader: 53% a favore di Zapatero, 38% a favore di Rajoy, 9% di incerti. Questi indici di gradimento si aggiungono ai dati sulle intenzioni di voto forniti da Metroscopia nel suo ultimo sondaggio di sabato scorso: i socialisti di Zapatero sono nettamente in testa con il 42, 9%, i popolari sono fermi al 38,8.
Se le cose andassero davvero cosi' il 9 marzo, giornata delle elezioni politiche, Zapatero tornerebbe al governo della Spagna ma - pur incrementando voti e parlamentari rispetto al 2004 - non avrebbe quella maggioranza assoluta di seggi che permetterebbe al Partito socialista di non aver bisogno (come e' avvenuto nell'ultima legislatura) dell'appoggio delle liste nazionaliste (a iniziare da quelle della Catalogna) e della sinistra radicale di Izquierda unida (stimata tra 4 e il 5%).
La proiezione in seggi del sondaggio ne attribuisce infatti ai socialisti tra i 165 e i 169, mentre ai popolari ne toccherebbero tra i 148 e i 154.
Un altro dato interessante del sondaggio e' che i due partiti potrebbero occupare in Parlamento il 91% dei seggi, con un incremento della tendenza bipartitica, senza pero' che nessuno dei due possa disporre della maggioranza assoluta (176 seggi).
Se le proiezioni in scranni fossero confermate, si potrebbe iniziare a parlare anche per la Spagna di un ''bipartitismo imperfetto'', anche se a fare la differenza tra i due partiti c'e' il problema delle alleanze.
Zapatero ha gia' governato con l'appoggio delle formazioni minori, senza contropartite all'italiana di ministri o sottosegretari.
Rajoy, invece, non ha almeno in questo momento interlocutori disponibili a governare con il Partito popolare. A complicare la situazione di Rajoy ci pensano una serie di scioperi annunciati da qui a domenica e che riguarderanno solo la citta' di Madrid, dove a governare comune e regione e' il Partito popolare.
I sindacati hanno invitato a incrociare le braccia i lavoratori dei trasporti, delle pulizie, degli edifici pubblici e quelli addetti alla raccolta di rifiuti.
Chiedono il rinnovo del contratto e migliori condizioni di lavoro.
Se il sindaco Alberto Gallardon, molto amato e votato dai madrileni, non aprira' la trattativa con i lavoratori, per un giorno o due Madrid potrebbe assomigliare a Napoli.
gar/uda