@®
Publiweb

@®
Publiweb


COLOMBIA: SI AGGRAVA LA CRISI DIPLOMATICA CON VENEZUELA ED ECUADOR

Soldi sporchi, materiale guerra fredda.
E' una crisi diplomatica in salsa tipicamente sudamericana quella scoppiata intorno ai ribelli colombiani delle Farc.
Colombia, Venezuela ed Ecuador sono ormai ai ferri corti, con i rispettivi governi che si rimpallano le accuse sui rapporti con la guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia che da 40 anni rappresentano una spina nel fianco del governo di Bogota.
La Colombia ha apertamente accusato i suoi due vicini di collusione con i ribelli, provocando la reazione dell'Ecuador, che ha parlato di ''accuse poco amichevoli'' e del Venezuela, che ha immediatamente espulso l'ambasciatore colombiano a tutto il suo staff.
Bogota sostiene di aver sequestrato un computer in un campo di addestramento delle Farc in Ecuador nel quale ci sarebbero le prove della collusione dei governi ecuadoriano e venezuelano e annuncia di voler presentare la documentazione alle Nazioni Unite e alla Oas (l'organizzazione degli stati americani).
La scoperta risale a sabato scorso, quando con un raid oltre confine i soldati colombiani hanno ucciso il numero due delle Farc, Raul Reyes, e smantellato un covo dei ribelli. Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha detto che il raid colombiano ha avuto come effetto il blocco dei negoziati ''ormai in stato avanzato'' con le Farc per il rilascio di 11 ostaggi, inclusa Ingrid Betancourt.
La consegna sarebbe dovuta avvenire in Ecuador nel mese di marzo, ha detto Correa.
Le Farc hanno gia' rilasciato sei ostaggi grazie alla mediazione del presidente venezuelano, Hugo Chavez. La Colombia ha replicato dicendo che i documenti scoperti nelle mani dei guerriglieri rivelerebbero un accordo con l'Ecuador per decisioni congiunte con i capi delle Farc e i loro reclutatori nel paese.
Il governo del presidente Alvaro Uribe ha fatto sapere che ci sarebbero stati dei contatti fra Reyes e il ministro dell'Interno ecuadoriano, Gustavo Larrea, che dimostrerebbero una ''connivenza con la guerriglia''.
Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha schierato 6.000 soldati, aerei e carri armati al confine, avvertendo che la Colombia che se effettuera' raid nel proprio territorio sara' ''guerra''.
Anche Correa, alleato del socialista Chavez, ha annunciato l'invio delle truppe al confine. Uribe puo' invece contare sull'appoggio della Casa Bianca che ieri ah riconfermato il sostegno alla offensiva di Bogota contro quella che Washington, cosi' come l'Unione europea, ritengono un'organizzazione terrorista.
Il capo della polizia colombiana, il generale Oscar Naranjo ha accusato il Venezuela di aver pagato 300 milioni di dollari ai ribelli ed anche detto ai giornalisti che le Farc avrebbero acquistato 50 chili di uranio.
Il ministro dell'Interno venezuelano Ramon Rodriguez Chacin ha detto che in realta' le autorita' colombiane hanno costruito prove false manipolando i computer utilizzati da Reyes per giustificare una ''guerra preventiva'' contro il Venezuela. (Piu'Europa). uda