RETE4: VITA, GOVERNO SUBITO IN PARLAMENTO SU FREQUENZE E LICENZE
''Se davvero vuole chiarire i dubbi
sollevati sul caso Rete4 ed Europa 7 il governo, anche alla
luce della sentenza del Consiglio di Stato, riferisca al piu'
presto alle commissioni competenti su come intende
intervenire per sopperire all'esigenza di liberare
frequenze''.
E' quanto sollecita il senatore Pd, Vincenzo
Vita intervenendo nell'aula del Senato ricordando che ''la
recente sentenza del Consiglio di Stato afferma
esplicitamente che le frequenze che due concessionarie
televisive nazionali e del gruppo Centro Europa 7 non hanno,
vanno ricercate e attribuite dal governo''.
''E' augurabile, quindi - aggiunge Vita - che l'esecutivo
riferendo alle Commissioni competenti del Parlamento, voglia
finalmente mettere mano ad una vexatissima quaestio che
altrimenti ci trasciniamo, non permettendo al nostro sistema
di fare quel salto di qualita' indispensabile ad un Paese
maturo.
Il testo del decreto e' stato infatti corretto su
pressione dell'opposizione, ma tuttora non chiarisce alcune
fondamentali questioni.
Siamo passati, sostanzialmente, dalla
brace alla padella''.
''Infatti - continua - mentre chiarisce uno dei punti
dell'infrazione comunitaria, cioe' il passaggio dalla
accezione di ''licenza'' a quella di ''autorizzazione
generale'', non chiarisce pressoche' nulla sui caratteri
della transizione da analogico a digitale.
Insomma, il
rischio, tutt'altro che fugato anche nella presente stesura,
e' che si possa perpetuare quella concentrazione televisiva
che nell'analogico ha gia' fatto tanti danni al pluralismo e
che rischia di essere moltiplicata per ''n'' volte nel
passaggio al digitale''.
Quanto al tema del reperimento delle frequenze, prosegue
ancora Vita ''quelle libere sono forse poche sulla carta, ma
con una ricerca piu' precisa si rivelarenno probabilmente
assai maggiori di quanto si supponga.
Su questo il governo
deve fare chiarezza: questa vicenda non puo' rimanere appesa
ad un filo esile, ad una mera dichiarazione di intenti.
E non
si dimentichi che Rete4 fu nel nostro ordinamento considerata
eccedente''.
''In ogni caso - conclude Vita - e' evidente che ci
troviamo di fronte a un 'caso di scuola' di conflitto
d'interesse avendo a che fare per via diretta con il suo
Presidente del Consiglio: egli e' infatti lo stesso che si
trova ad attribuire le frequenze ad un'emittente concorrente,
togliendole eventualmente ad una di sua proprieta'''.
Approfondimenti:
La Camera dei Deputati
Il Governo Italiano
Senato della Repubblica
Ministero della Pubblica Istruzione