BCE: DOMANI TASSI FERMI AL 4% E NUOVO MONITO SULL'INFLAZIONE
Domani la Bce lascera' il tasso Refi
fermo al 4%.
Tra analisti ed operatori nessuno scommette su
qualche movimento del costo del denaro.
Sul mercato monetario
peraltro i tassi restano elevatti scontando un rialzo per
l'inizio del 2009.
Pesano ovviamente le aspettative di
maggiore inflazione.
Con l'indice dei prezzi al consumo al 3,6% a maggio,
l'Eurozona viaggia sui picchi decennali e Jean-Claude
Trichet, presidente della Bce, non manchera' di sottolineare
i pericoli di questo trend assolutamente divergente con
l'obiettivo di medio-termine dell'Eurotower.
A Francoforte si
vuole riportare l'inflazione al 2%.
Probabile anche un invito
ad evitare aumenti salariali sganciati dalla produttivita'.
Guardando all'andamento degli aggregati monetari, M3
cresce ''vigorosamente'' dell'11% su base annuale, dunque
nessun sintomo di credit crunch.
Insomma, scenari che escludono qualsiasi allentamento
della politica monetaria.
Anche perche' la crescita economica
nell'Eurozona resta robusta e un Pil a +1,7% nel 2008
potrebbe rivelarsi una previsione ''conservativa''.
Dal primo trimestre sono giunte notizie molto positive,
Pil tedesco +1,5%, Francia +0,6%, persino l'Italia ha
spuntato un inatteso +0,4%.
Pero' la meta' della crescita tedesca (0,7%) e' stata
determinata dall'accumulo di scorte.
Ora, bisognera' vedere
se, nel secondo trimestre, le scorte si trasformeranno in
prodotti venduti, oppure resteranno in magazzino.
Se prevalesse la seconda ipotesi, allora l'Eurozona
potrebbe registrare nel secondo e terzo trimestre una frenata
della crescita economica.
In questo caso aumenterebbero ''pie
speranze'' per un taglio del Refi al 3,75%, ma molto
dipendera' dall'andamento dell'inflazione.
Approfondimenti:
Istat
Banca Centrale Europea
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Il sito dell'Eliseo