UMBRIA: 215MILA EURO PER EDUCAZIONE ALIMENTARE NELLE SCUOLE
A scuola si puo' imparare a
regionale di ''Comunicazione ed educazione alimentare'', una
serie di progetti didattici per sensibilizzare, aggiornare e
qualificare, nel campo della nutrizione, alunni e famiglie,
insegnanti e addetti alla ristorazione scolastica.
L'iniziativa, nata nel '98 e per la quale la Giunta
regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore
all'Agricoltura Carlo Liviantoni, ha stanziato quest'anno
quasi 215mila euro, e' rivolta gli studenti delle scuole
materne, elementari e delle medie inferiori.
L'obiettivo e'
quello di favorire nelle giovani generazioni comportamenti
corretti nel campo dell'educazione alimentare.
Da
''Alimentazione, storia e territorio'' a ''Il cibo nel
tempo'' ad ''Umbria in tavola'', da ''Merendiamo con pane e
fantasia'' a ''Fattoria didattica'' a ''Mangiare bene e'
un'arte'', durante l'anno scolastico 2007-2008, oltre agli
aspetti nutrizionali, saranno trattati - e' detto in una nota
- argomenti che permetteranno ai ragazzi di acquisire nozioni
su come si producono gli alimenti (compresi quelli
biologici), andando alla scoperta dei cibi, anche attraverso
visite guidate nelle aziende agroalimentari e nelle fattorie
umbre.
I progetti presentati (''il 9 per cento in piu'
rispetto al passato anno scolastico'', informano dagli uffici
della Regione) hanno un carattere interdisciplinare, perche',
anche attraverso le varie ricette, si potra' ripercorrere la
storia e la cultura della regione, approfondendo conoscenze
legate al territorio e alla tradizione locale umbra.
''I
progetti approvati, distribuiti sull'intero territorio
regionale - ha detto l'assessore Liviantoni - testimoniano un
sempre maggior interesse per l'argomento.
Nutrirsi bene, gia'
dall'eta' evolutiva - ha proseguito - e' fondamentale per la
salute e la qualita' della vita, perche' proprio in questo
periodo si acquisiscono abitudini sbagliate che possono poi
degenerare.
Una corretta educazione alimentare - ha concluso
Liviantoni - e' anche utile per far crescere nei consumatori
(giovani e meno giovani) una coscienza critica che li aiuti a
riconoscere i possibili condizionamenti che intervengono
nella scelta dei prodotti alimentari''.
red/mcc/rob