INFLAZIONE: CONSUMATORI, ISTAT NON RIFILI 'BUFALE', NEL 2007 AL 3,4/3,5%
''Dopo i clamorosi errori nella
tasso di inflazione da 2,7 a 2,5, mentre tutte le famiglie
italiane soffrivano un pressoche' raddoppio dei prezzi in
concomitanza con il cambio Euro/Lira a causa di manovre
anomale e speculative in assenza di verifiche e controlli con
il beneplacito del Governo di allora non vorremmo si
ripetesse la stessa storia, cioe' che in presenza di massicci
aumenti, soprattutto per i beni di largo consumo e per i
prodotti energetici, l'inflazione scendesse dal 2.1 del 2006
all'1,8, come oggi recita il comunicato dell'Istat''.
E'
quanto affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori.
''Siamo di fronte - aggiungono - ad una questione molto
grave, che va verificata con la massima attenzione, poiche'
troppo rilevante ed importante e' il tasso d'inflazione
formale, che fa riferimento a parametri economici
fondamentali come i tassi bancari, gli affitti, i rinnovi
contrattuali ed infine, cosa delicatissima, la rivalutazione
delle pensioni''.
''Noi riteniamo - continua la nota - e lo confermano i
nostri dati a consuntivo nei vari settori del mercato, che il
tasso di inflazione nel 2007 sia decisamente piu' elevato.
Si
puo' stimare ben oltre la soglia del 3% (3,4-3,5 % su base
annua), pari a maggiori spese per 994 euro per le famiglie
(senza contare, doverosamente, l'aumento dei mutui a tasso
variabile che ha inciso rovinosamente sui bilanci
familiari).
Si tratta percio' di riorganizzare finalmente l'Istat, per
migliorarne ruoli e funzioni, intervenendo su tre questioni
fondamentali: voci del paniere e relative scadenze, piu'
aderenti alla reale spesa delle famiglie; pesi quantitativi
delle voci del paniere, sempre per una migliore aderenza alla
realta' familiare; assoluta accuratezza delle rilevazioni dei
prezzi a livello territoriale.
Qui e' notevole la discrepanza
tra le nostre rilevazioni e quelle ufficiali''.
njb/mcc/rob