BENZINA: GESTORI, GOVERNO ABBASSI TASSE O PREZZI SALIRANNO ANCORA
''Il Governo cominci a rendere al
internazionale, invece di continuare a sconvolgere il sistema
distributivo per spartire il mercato tra grande distribuzione
e petrolieri (tanto sta facendo il Governo con il suo disegno
di deregulation del settore, sbandierato come
liberalizzazione)''.
Lo afferma, in una nota, Luca Squeri, presidente Nazionale
di FIGISC-Confcommercio, che associa i gestori degli impianti
di distribuzione carburanti.
''Le cause dell'alto prezzo dei carburanti - spiega Squeri
- dipendono essenzialmente da due fattori: il mercato
internazionale, che incide tra il 33 e il 39% del prezzo
finale e l'imposizione fiscale che, in Italia, vale oggi dal
50 al 58% (a seconda che si tratti di gasolio o benzina), e
cioe' piu' della media europea e non meno come dice il
Ministro Bersani''.
''Queste due voci - prosegue - valgono il 90% del prezzo
che il consumatore paga al punto di rifornimento.
Il
rimanente sono costi di distribuzione, ammortamenti,
logistica e servizio capillare al territorio e all'utente''.
Piu' in particolare, la ''quotazione del greggio a 100
dollari al barile, se dovesse diventare una costante, non
potra' che incidere negativamente sul sistema economico in
generale e su quello dei consumi pur tenendo conto - precisa
Squeri - che il tasso di cambio favorevole di 1,47 dollari
per un euro significa che il barile a 100 dollari vale 68
euro''.
''Non e' azzardato considerare che, se le cose dovessero
rimanere cosi', ci si potrebbe aspettare un ulteriore aumento
dei prezzi nell'ordine di quattro/cinque centesimi al litro,
ovvero di 3-4 punti percentuali sui prezzi dei giorni scorsi,
salvo il peggioramento di alcuni dei fattori, da quelli
geopolitici a quelli tecnici, che possono influenzare
negativamente le quotazioni sul mercato internazionale''.
lus/cam/alf