GENERALI: FONDI ALL'ATTACCO SU STRATEGIA USA MA MANCANO LE MUNIZIONI
Nuove critiche dei fondi alla
assicurativa triestina sono arrivate questa volta, come ha
rivelato oggi il Financial Times, dal colosso Franklin
Templeton, uno dei big mondiali del risparmio gestito.
Secondo il quotidiano britannico, Franklin avrebbe scritto
di essere d'accordo con la posizione espressa, lo scorso
autunno, dal fondo britannico Algebris.
Algebris aveva
chiesto la rimozione del presidente di Generali, Antoine
Bernheim, invitato la compagnia triestina ad un assetto di
governance simile a quello di Axa o Allianz, sollevato dubbi
sullle strategie industriali della compagnia.
Franklin critica l'intenzione di Generali di esplorare il
mercato Usa e in generale quelli dei paesi di lingua
anglosassone per possibili nuove acquisizioni.
Il gruppo assicurativo ha risposto a Franklin, scrive il
giornale della City, spiegando ''non ci sono formule magiche
per la governance e i risultati dimostrano che il management
sta lavorando bene.
Il Cda appoggia Bernheim''.
Algebris oggi torna alla carica e con una nota fa sapere
di condividere pienamente le critiche sollevate da Franklin
Templeton.
''Condividiamo in toto i rilievi di Franklin Templeton sui
piani di espansione di Generali nei mercati di lingua
anglosassone.
In base ai nostri benchmark riteniamo che
Generali potrebbe generare un utile di 3,8 miliardi nel 2008,
di 4,2 miliardi nel 2009 e di 4,8 miliardi nel 2010,
focalizzandosi sugli ottimi business che ha e facendo leva su
riduzione dei costi e integrazione della piattaforma
operativa impiegata nei vari paesi in cui e' presente.
La
realizzazione dei risultati tecnici e finanziari annunciati
nel piano industriale dovrebbe essere il focus prioritario
della societa'', spiega Algebris.
Insomma, abbondano numeri e parole, pero' scarseggiano le
munizioni.
Le critiche dei fondi anglossassoni non sembrano
in grado di spostare alcun equilibrio, soprattutto in un
mercato dove le azioni non si pesano ma si contano.
Fatti due conti, Franklin e' azionista di Generali con lo
0,3%, la stessa percentuale di Algebris, che pero' dispone di
opzioni per salire fino all'1%, si tratta di quote non in
grado di incidere in maniera significativa.
Mediobanca, azionista di riferimento di Generali ha circa
il 13,1% della compagnia triestina, a cui va sommata la quota
comprata a termine dal Monte dei Paschi di Siena dell'1,583%
di con i diritti di voto dal 2010.
red-men/mcc/bra