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CALCIO: COLLINA, NON C'ERANO RIGORI IN INTER-EMPOLI E INTER-PARMA

Il rigore assegnato ieri in favore il giudizio del designatore arbitrale Pierluigi Collina, che nel corso della cerimonia per la consegna della Panchine d'oro e d'argento a Coverciano ha fatto il punto sul lavoro dei direttori di gara.
''C'e' assoluta identita' di vedute tra le varie aree arbitrali per il contatto mano-braccio e conseguente rigore - ha sottolineato Collina -.
Se il pallone sbatte prima su una parte del corpo e poi su una mano anche platealmente, cio' fa si' che l'arbitro debba considerarlo involontario.
Se invece c'e' un distacco tra il controllo di petto e poi di mano, in questo caso e' calcio di rigore. L'intervento di mano di Fernando Couto in Inter-Parma - ha spiegato Collina sul sito dell'Aia - non doveva essere calcio di rigore.
Difficile da rilevare il fallo di ieri a San Siro nel rigore per l'Inter contro l'Empoli, ma per la regola che ho detto non era calcio di rigore.
L'arbitro ha sanzionato qualcosa al di fuori della realta'; anche se fosse stato tocco di mano era da considerarsi involontario.
Il rigore di Parma - ha aggiunto Collina parlando di Parma-Atalanta - e' stato giustamente ripetuto, ma si doveva ripetere ancora come quello di San Siro a favore dell'Empoli.
Psicologicamente, pero', non e' comunque facile far ripetere il rigore tre volte''.
Durante il suo intervento, l'ex fischietto di Viareggio ha rilanciato l'idea del presidente dell'Uefa Michel Platini: ''Prima si parlava di due assistenti per parte di campo - ha detto Collina -, ora si parla di due arbitri d'area.
Cosi' si puo' fare chiarezza sulle trattenute e sugli altri episodi che accadono in area.
Due arbitri d'area, magari non piu' in attivita', ma con grande esperienza, per aiutare il direttore di gara a prendere le decisioni nella zona di campo piu' calda''. Esclusa l'ipotesi di un confronto con la stampa a fine partita, perche' questo, ha spiegato il presidente dell'Aia, Cesare Gussoni ''potrebbe portare al problema che qualcuno chieda la ripetizione della gara in caso di ammissione dell'errore da parte dell'arbitro''.
Gussoni, infine, ha lasciato aperta la questione di fischietti stranieri chiamati ad arbitrare gare del Campionato italiano: ''E' una forzatura dire che, essendo un campionato italiano, ad arbitrare debbano essere solo arbitri italiani - ha sottolineato il presidente dell'Aia -, ma l'ingresso di fischietti stranieri nel nostro settore arbitrale e' un qualcosa di cui si devono occupare Uefa e Fifa''. Alla cerimonia di Coverciano hanno partecipato, oltre a Gussoni, Collina e il presidente della Figc, Giancarlo Abete, anche gli allenatori delle societa' di serie A, B e C.
red/sam/ss