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ABORTO: MONNI (AOGOI), POLEMICHE FRUTTO DEL PERIODO ELETTORALE

''Siamo in periodo elettorale, e' strumentalizzazioni che non vanno in favore della salute della donna, che deve essere costituzionalmente rispettata''. Lo ha detto all'ASCA Giovanni Monni, presidente nazionale dell'Aogoi, Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani, che rappresenta 5.500 iscritti, commentando le polemiche contro la legge 194 e la RU486. E in merito al documento dei ginecologi universitari romani sulla rianimazione dei feti Monni ha spiegato: ''Nella commissione ministeriale del ministro Livia Turco, frutto di un anno di incontri, durante una riunione, prima di Natale, e' stato stabilito un decalogo firmato dal presidente dei neonatologi, da medici legali, da anestesisti e da noi ginecologi, compresi due dei 4 ginecologi romani universitari, dove si parlava dei neonati prematuri da parto spontaneo.
E' stato dunque sottoscritto che a 22 settimane e 6 giorni al neonato devono essere offerte solo cure compassionevoli, da 23 settimane a 23 settimane e 6 giorni vengono ascoltati i genitori e si deve prestare un'assistenza idonea e adeguata che verra' proseguita nel caso in cui venga ritenuta efficace e, che, dopo 24 settimane la terapia neonatale intensiva e' invece indicata''. Per quanto riguarda l'aborto terapeutico Monni ha sottolineato: ''C'e' una legge dello Stato, la 194, confermata da un referendum a cui tutti ci dobbiamo attenere''.
E ha concluso: ''La Ru486 e' una tecnica usata in tutto il mondo, la legge italiana non specifica i modi in cui deve essere eseguita l'interruzione di gravidanza e quindi puo' essere eseguita, come gia' avviene in molte regioni italiane, con la RU486''.
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