DIARIO ELETTORALE: PD SEMPRE PIU' AL CENTRO - BERLUSCONI, PDL +10%
Con la candidatura del presidente di
centro politico che lo allontana sempre di piu' dagli ex
alleati della Sinistra Arcobaleno.
Il Pd sembra infatti voler lanciare messaggi
tranquillizzanti e di vicinanza al mondo dell'imprenditoria
(Calearo e Colaninno), ai cittadini che chiedono sicurezza e
ordine (la candidatura dei prefetti De Sena e Serra), agli
alleati internazionali e alle forze armate (il gen.
Del
Vecchio).
Inoltre, la candidatura di Calearo, imprenditore che per
le sue posizioni aveva portato nel passato anche alcuni
settori del Centrodestra (Lega Nord E Udc) ad individuarlo
come suo possibile candidato alle politiche o a sindaco di
Vicenza, 'strizza l'occhio' ai piccoli e medi imprenditori
del Nord-Est che fino ad oggi hanno espresso il loro consenso
soprattutto per la Cdl.
Una 'marcia' verso il centro che lascia ampio spazio a
sinistra e presso la 'mitica' classe operaia alla Sinistra
Arcobaleno che infatti oggi stigmatizza duramente la
candidatura del 'falco' Calearo e denuncia lo spostamento su
posizioni 'moderate del Pd.
Veltroni sembra convinto che questa strategia sia pagante,
forse anche perche' ha il timore che l'Unione di Centro di
Pier Ferdinando Casini e Pezzotta possa attrarre i
'moderati', soprattutto i cattolici, del centrosinistra che
hanno dimostrato di non gradire molto l'accordo con i
radicali e le candidature come quella di Veronesi.
Il Pdl al momento non sembra reagire a tutto questo
movimentismo veltroniano.
Silvio Berlusconi si limita a
rimarcare che il distacco tra il suo partito e' il Pd e'
sempre di 10 punti mentre riserva maggiore attenzione al
'voto utile' per tentare di evitare che l'Unione di centro e
La Destra possano raggiungere il quorum necessario per
entrare in Parlamento.
Molto probabilmente il Pdl aprira'
veramente i fuochi sabato prossimo, quando a Milano
Berlusconi e Fini apriranno ufficialmente la campagna
elettorale.
Intanto, dopo il mancato apparentamento con gli altri
'competitori', continua la 'fuga' dall'Udeur.
Dopo il
vicesegretario Satta, anche il capogruppo al Senato Barbato
ha annunciato la fuoriuscita dal 'Campanile'.
leo/mcc/ss