FEDERALISMO: CGIA MESTRE, QUELLO FISCALE AL SUD NON CONVIENE
La CGIA di Mestre ha fatto una
corrente con i tributi propri, le Regioni del Sud, per
''avvicinarsi'' a questo risultato, sarebbero probabilmente
costrette a ridurre drasticamente la spesa procapite: la
Basilicata di 1.206 euro, la Calabria di 1.108 euro la Puglia
di 580 euro e la Campania di 506 euro.
Ma non va meglio
nemmeno a Liguria e Umbria costrette a tagliare
rispettivamente 658 euro e 863 euro.
''Siamo proprio sicuri che tutti vogliano il federalismo
fiscale?''.
A porsi questo quesito e' il direttore
dell'Ufficio studi della CGIA, Giuseppe Bortolussi.
Un interrogativo che trova il suo fondamento nel risultato
emerso nell'ultima elaborazione condotta dal suo Ufficio
studi.
L'analisi degli artigiani mestrini parte da un dato di
fatto.
La media nazionale della copertura della spesa
corrente con i tributi propri (Irap, addizionale regionale
Irpef, etc.) delle Regioni ordinarie italiane e' pari al
45,6%.
Tocca punte del 64,6% in Lombardia, del 53,7% in
Piemonte, del 53% in Veneto ma anche valori minimi come il
31,3% in Campania, il 30,2% in Puglia, il 29,6% in Umbria, il
22,3% in Calabria e il 21,6% in Basilicata.
Bene, se
ipotizzassimo che da domani mattina tutte le Regioni
ordinarie si attestassero sul valore medio nazionale (45,6%),
queste ultime potrebbero percorre due ipotesi: o agire sulle
tasse o sulla spesa corrente.
Pertanto, quali sarebbero le
conseguenze per i cittadini? Prendiamo il caso dei lombardi.
Attualmente il tasso di copertura e' del 64,6%.
La Regione
Lombardia potrebbe far scendere di ben 19 punti la copertura
riducendo le tasse di 323 euro procapite l'anno ai propri
cittadini o aumentando la spesa corrente di 707 euro pro
capite.
Il Piemonte, invece, potrebbe o ridurre le tasse di
167 euro pro capite o aumentare la spesa pro capite di 366
euro.
In Veneto il Governatore Galan potrebbe tagliare le
tasse di 132 euro pro capite o aumentare la spesa corrente di
289 euro.
Situazione che chiaramente si ribalterebbe per le
Regioni del Sud.
La Basilicata, dove il tasso di copertura e'
pari al 21,6%, per raggiungere il tasso medio nazionale
(45,6%) dovrebbe aumentare la copertura di 24 punti.
Ebbene,
gli amministratori regionali lucani sarebbero costretti ad
aumentare le tasse di 550 euro procapite ai loro cittadini o
ridurre la spesa di 1.206 euro procapite.
In Calabria la
situazione costringerebbe gli amministratori regionali ad
aumentare le imposte di 506 euro procapite o ridurre la spesa
di 1.108 euro procapite.
Questo da un punto di vista teorico,
sottolineano dalla CGIA, perche' al Sud e' difficile pensare
solo ad un aumento delle imposte visto che la base imponibile
e' molto ridotta.
Pertanto, e' ipotizzabile che un eventuale
aumento del tasso di copertura dovrebbe avvenire quasi
esclusivamente attraverso dei tagli.
''Al Sud, a fronte di misure cosi' pesanti da applicare ai
propri cittadini, chi e' favorevole ad una eventuale riforma
federale del nostro sistema fiscale? Oggettivamente credo
quasi nessuno.
Certo - conclude Bortolussi - la nostra
simulazione non tiene conto che una probabile riforma
federalista dovra' prevedere un meccanismo perequativo tra
Regioni ricche e Regioni povere che attenuera' questi
sacrifici.
Inoltre, saranno riviste le competenze e le
autonomie impositive degli enti locali.
Non solo.
Ma le
ipotesi che abbiamo indicato nella nostra analisi sono
estreme.
Non necessariamente e' obbligatorio aumentare solo
le tasse o tagliare solo le spese per raggiungere il tasso di
copertura medio nazionale.
Chiaramente, per le Regioni del Sud, si possono trovare vie
intermedie di parziale riduzione delle spese e di limitati
aumenti di tasse.
Anche se appare evidente che per gli
amministratori locali meridionali la strada del federalismo
fiscale sara' lastricata da forti tagli alla spesa
corrente''.
red/mcc/alf