ACLI: OLIVERO, LAVORO E FAMIGLIA SFIDE FUTURE PER ITALIA
Lavoro in profonda trasformazione ma
punti cardine dell'impegno delle Acli dei prossimi anni.
Ad
indicare la strada, Andrea Olivero riconfermato questo
pomeriggio alla presidenza nazionale dell'organizzazione
cristiana dei lavoratori che conta su quasi un milione di
iscritti.
Questo 23.mo Congresso, accordando il secondo mandato ad
Olivero, ha anche confermato il ''nuovo corso'
dell'associazione piu' impegnata direttamente sul suo
''specifico', appunto, il mondo del lavoro e contraddistinta
da una piu' organica presenza nel mondo ecclesiale.
Ma quali
saranno le piste di lavoro delle Acli del futuro'?.
''Innanzitutto - dice Olivero - punteremo, come abbiamo
fatto negli ultimi tempi, su un nuovo modello organizzativo
che coinvolga nuovi soggetti e realta' fino ad oggi non
intercettate dal mondo associativo, tra questi i giovani
disoccupati.
Questo, mettendoci in gioco territorialmente non
tanto per rilanciare una presenza gia' sufficientemente
diffusa, ma per sviluppare una esperienza di rete capace di
mettere in collegamento e in dialogo differenti esperienze.
Un'altra iniziativa che certamente porremo in campo e' quella
di creare dei ''Punti famiglia' nelle diverse regioni.
Luoghi
contraddistinti dagli elementi associativi coniugati, pero',
con le esigenze della famiglia.
Pensiamo cioe' a dei punti in
cui le famiglie si ritrovino e socializzino potendo attingere
a servizi specifici quali, ad esempio, la ''banca del tempo',
i patronati, i servizi per le colf o per le famiglie
straniere.
Infine - ha aggiunto Olivero - creeremo una
Fondazione per mettere insieme politici e realta' del mondo
associativo.
Occorre sempre piu', infatti, creare uno spazio
comune di riflessione insieme ad un momento di confronto di
idee''.
Per quanto riguarda, invece, lo specifico del lavoro
Olivero individua una priorita' ''di fronte ad un mondo che
cambia in modo cosi' rapido, quello di riuscire a tenere
insieme i nuovi lavoratori sempre piu' indirizzati ad un
soggettivismo esasperato, anche con le forme di contratti
individualizzati, facendo comprendere l'importanza di
socializzare anche il mondo del lavoro''.
Ed i rapporti con la politica'? Malgrado la rivoluzione
uscita dalle urne per le Acli alcuni dati restano immutati.
''Ad esempio - sottolinea il presidente nazionale - il
continuare a non vedere la societa' civile e le sue forme
organizzate.
Si stenta a capire, cioe', che fuori dagli
schemi tradizionali si sta imponendo nel nostro paese sempre
piu' uno spazio di ''democrazia sociale' che occorre
rappresentare''.
Una democrazia sociale che, per le Acli, ha detto
chiaramente in questi anni che occorre avere piu' attenzione
per la famiglia e per le sue emergenze.
''Non c'e' dubbio -
puntualizza Olivero - che il nostro Paese e' fanalino di coda
in Europa con investimenti per i nuclei familiari meno che la
meta' di quelli della media Ue.
Torniamo a chiedere con forza
di introdurre una misura come il ''quoziente familiare' gia'
inserito nel programma dell'attuale maggioranza''.
Insomma
per la famiglia occorre ''un nuovo fisco, piu' servizi e piu'
attenzione a questioni, come quelle del lavoro e della
precarieta' che si ripercuotono direttamente su di esse''.
Ma se c'e' una preoccupazione che il movimento cattolico
non si sente di nascondere in questo momento e' per il
complesso delle politiche per l'immigrazione.
''C'e' il
timore - ci dice Olivero - che si vada verso un inasprimento
di queste politiche con una limitazione degli spazi senza
attenzione all'integrazione.
Il tema della sicurezza - ha
concluso Olivero - e' certamente uno di quelli da affrontare
con la massima serieta' ma in un quadro di legalita' che deve
interrogare, prima di tutti, noi italiani''.
Gc/mcc/alf