SANITA': L'ESPRESSO, POLICLINICO ROMA DOPO UN ANNO TUTTO COME ERA
''Incuria, sporcizia e gli stessi
genitori su una panca.
Il pianto lontano di un neonato.
La
stessa porta scorrevole che chiude la camera asettica dove i
bimbi piu' gravi si aggrappano alla vita.
E nove passi piu'
avanti, ecco il pavimento ricoperto di mozziconi di
sigaretta, i filtri aspirati fino all'ultimo tiro, le cicche
gettate accese e lasciate bruciare a terra.
Uomini e donne in
camice bianco o azzurro si nascondono qui in qualche pausa
strappata al lavoro.
A volte l'odore di fumo arriva fino al
reparto in cui i loro piccoli pazienti meriterebbero aria
sempre pulita''.
A un anno distanza dalle denunce sul
Policlinico Umberto I di Roma l'Espresso, nel numero in
edicola da domani, torna nell'ospedale per riscontrare che
''nulla e' cambiato''.
''Esattamente come un anno fa.
Nove passi non sono niente
in un sotterraneo senza sbocchi ne' finestre.
E come un anno
fa - scrive - si puo' andare a contare gli escrementi sul
pavimento che porta ai laboratori di immunologia e ai
ricoverati di malattie infettive: dopo cinque giorni e
quattro notti lo schifo e' sempre li'.
L'anno scorso, piu' o
meno dalle stesse parti, le cacche dei cani randagi erano
due.
Ora sono quattro.
Nessuno pulisce, nessuno chiama
l'impresa di pulizie.
Unica differenza, giorno dopo giorno,
le impronte delle ruote delle lettighe e degli zoccoli degli
infermieri che prima o poi ci finiscono dentro''.
Dodici mesi dopo l'inchiesta-denuncia de ''L'espresso'',
il Policlinico Umberto I di Roma e' ancora questo: ''Il
risultato di un'infernale giostra di poteri intoccabili, di
interessi personali.
Soldi e carriere giocati sulla salute
dei cittadini e sull'impegno di medici e infermieri che
ancora credono nelle eccellenze e nell'ospedale
dell'Universita' La Sapienza, il piu' grande d'Italia.
Adesso va perfino peggio.
Il 18 ottobre un neonato e' morto.
Una tragedia passata sotto silenzio.
La mamma era arrivata al
dipartimento di scienze ginecologiche con una grave
sofferenza fetale.
In questi casi bisogna fare immediatamente
un taglio cesareo.
Lei ha dovuto aspettare quattro ore.
Secondo piu' testimoni, il letto operatorio per le emergenze
di ostetricia era occupato per un intervento non di emergenza
all'intestino.
Questo e' un ospedale in cui, su cinque
dipartimenti da poco ispezionati, nessuno compila le liste
d'attesa delle operazioni e dei ricoveri nei registri
ufficiali.
La confusione e l'uso di quaderni e bigliettini
volanti aiuta i medici a mandare avanti i pazienti
raccomandati da cliniche e studi privati.
Cosi' non e' stato
difficile convincere i genitori che le condizioni del loro
piccolo fossero gia' gravi e che il suo destino fosse
comunque segnato.
E il bimbo che ha dovuto aspettare quattro
ore prima di nascere dopo qualche giorno ha smesso di
respirare''.
''Nessuno - scrive ancora l'Espresso - si aspettava in un
anno la ristrutturazione di tutto l'ospedale e dei suoi
decrepiti corridoi sotterranei.
Ma la buona gestione dei
dipartimenti, il rispetto delle norme igieniche, la
separazione dei percorsi tra pazienti e rifiuti dovrebbero
sempre far parte dei servizi garantiti.
Invece nemmeno le
tante indagini sul Policlinico aperte nel 2007,
amministrative e penali, sono state un deterrente.
Lo studio
piu' promettente l'aveva avviato in Senato la Commissione
parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del
servizio sanitario nazionale.
In 12 mesi non ha prodotto
nulla, se non una corposa raccolta di resoconti in cui
amministratori locali, medici e professori hanno messo a
verbale la loro versione del mondo.
Il viaggio per raccontare
cosa non e' mai cambiato nel piu' grande ospedale d'Italia
puo' partire proprio dai banchi dei 21 senatori di
maggioranza e opposizione guidati dal presidente di Forza
Italia, Antonio Tomassini.
Il 7 novembre la commissione di inchiesta convoca il
commissario per il contrasto della corruzione, Achille Serra.
In ottobre gli agenti in borghese dell'Alto commissariato
sono entrati nel Policlinico Umberto I.
E in 16 giorni sono
riusciti a vincere la diffidenza, tanto da mettere a verbale
le testimonianze di alcuni medici, di infermieri e
strumentisti.
Sono le prime testimonianze spontanee sotto il
coperchio di omerta' che da anni consiglia al personale il
silenzio per paura di ritorsioni professionali e fisiche.
Il
verbale della seduta e' pubblico.
Serra riassume le gravi
irregolarita' riscontrate in quattro dipartimenti di
chirurgia e in quello di ginecologia.
Ma sotto accusa, invece
della gestione del Policlinico, finisce l'Alto
commissariato''.
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