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L.ELETTORALE:CECCANTI, FRANCESCHINI VUOLE SOLO SBARRARE STRADA A TEDESCO

''Veltroni ha allo studio una gamma di proporzionali, ma con un unico obiettivo: che sia chiaro chi vince e chi perde''.
Il costituzionalista Stefano Ceccanti, principale consulente del segretario del Pd sulla riforma della legge elettorale, conferma all'Asca l'atteggiamento dialogante sulla riforma della legge elettorale.
L'intervista di Dario Franceschini che ha suscitato le ire di Massimo D'Alema, spiega Ceccanti, fa parte di una strategia che pero' nei fatti, piu' che riconciliare, rischia di riportare il ticket alla guida del Pd in rotta di collisione con il ministro degli Esteri: sbarrare la strada al modello tedesco puro. ''Franceschini ha detto una cosa chiara - tiene a puntualizzare Ceccanti -: il modello francese e' la proposta di partenza condivisa da tutto l'Ulivo: nessuno pensa di fermarsi a quella, ma l'alternativa non puo' essere del tutto contraddittoria''.
Oltralpe, quando si e' votato, segnala il costituzionalista (che starebbe elaborando un documento di sintesi insieme a Salvatore Vassallo su richiesta di Veltroni), si determina chiaramente chi vince e chi perde.
E' questo l'aspetto che si vuole importare in Italia.
Ed e' questa la maggiore carenza che si imputa al sistema proporzionale tedesco ''che avrebbe l'effetto da noi di creare una formazione centrista dalle 'mani libere' o grandi coalizioni che porterebbero al governo insieme partiti inconciliabili, come Forza Italia e il Pd''. E' stata proprio la commissione Affari costituzionali al lavoro in Senato presieduta da Enzo Bianco a far scattare l'allarme nel loft di piazza Anastasia.
''Il confronto sulla bozza Bianco e' rimasto un po' in sospeso e dall'altro si e' avvitato in una china discendente verso il sistema tedesco puro - polemizza Ceccanti -.
Quello non puo' andare bene; a quel punto meglio il Vassallum o una correzione al sistema prefigurato dal referendum, innestando non uno ma un doppio turno di lista''. E se il parlamento non ci riesce? ''Lo faremo dopo il referendum''. D'Alema preconizza che in quel caso il governo Prodi si dissolverebbe...
Nel dilemma il consigliere 'tecnico' di Veltroni non ha dubbi: ''Non si puo' in nome della governabilita' attuale compromettere per anni quella futura''. cer/leo