BCE: NON FRENA LA CORSA DEI PRESTITI, UN ALLARME PER L'INFLAZIONE
La crisi dei mutui subprime e
continua a ritmi molto consistenti con crescita a doppia
cifra, anzi con una accelerazione nel mese di novembre.
I
dati sulla massa monetaria diffusi oggi avranno fatto
storcere al naso ai guardiani dell'euro nell'Eurotower di
Francoforte.
A novembre l'M3 ha registrato un balzo del 12,3%
su base annuale con una media nel trimestre dell'11,9%
rispetto all'11,7% del trimestre agosto-ottobre.
E se i prestiti alle famiglie evidenziano solo un lieve
rallentamento passando da una crescita dell'11,2% a un +11%,
i prestiti alle imprese addirittura accelerano con un balzo
sui dodici mesi del 14% rispetto al 13,9% di ottobre.
Da tempo, la Bce avverte sui rischi per la stabilita' dei
prezzi derivanti da una crescita molto sostenuta della massa
monetaria.
Anche recentemente il presidente della Banca centrale
europea, Jean-Claude Trichet, ha sottolineato che la crescita
robusta della massa monetaria e in particolare degli impieghi
a famiglie e imprese indica che l'offerta di liquidita' non
e' condizionata dalle turbolenze e dalle tensioni sui
mercati.
Se vari economisti ritengono altamente improbabile un
aumento dei tassi da parte della Bce, i dati sulla massa
monetaria e il nuovo balzo del petrolio non lasciano
intravedere un taglio del costo del denaro per ridare slancio
all'economia.
Il neo membro del board della Bce, Athanasios Orphanides,
governatore della banca centrale di Cipro, in una intervista
ha dichiarato che ''il fatto che la Bce abbia aspettato fino
alla fine dell'anno senza aumentare i tassi di interesse, non
significa che non sia pronta a intervenire se dovesse essere
necessario per contenere i pericoli di aumento
dell'inflazione.
Alla Bnp Paribas rilevano che i periodi di turbolenze sui
mercati finanziari inflazionano la crescita dell'M3 ''e la
Bce e' consapevole di tale fenomeno''.
Un analista londinese afferma che ''la Bce si trova con le
mani legate in questa fase.
Il rallentamento dell'economia
americana, l'apprezzamento dell'euro e standard piu' severi
nella concessione del credito solo adesso inizieranno a
evidenziare gli effetti sul fronte statistico''.
Alla capital Economics mettono in risalto tuttavia che
''nonostante l'indagine della Bce evidenzi una minore
propensione delle banche alla concessione dei prestiti, le
imprese dimostrano di continuare ad essere capaci di capitali
per gli investimenti ed e' un segnale incoraggiante''.
Inoltre alcuni analisti indicano che i dati sull'M3 vanno
letti con grande attenzione.
E' vero che i prestiti alle
imprese crescono a ritmi molto sostenuti, ma e' altrettanto
vero che gli impieghi alle famiglie stanno decelerando con un
aumento solo del 6,5% a novembre rispetto al 6,8% del mese
precedente.
I prestiti per l'acquisto di abitazioni registra
un tasso di crescita su base annuale del 7,6% dal 7,9% di
ottobre mentre il credito al consumo rallenta al 5% dal
5,5%.
Per la crescita economica e gli effetti sull'inflazione il
dato sui prestiti alle famiglie e' molto piu' importante
rispetto a quello degli impieghi alle imprese.
E il trend sui
prestiti alle famiglie indicano un rallentamento del ciclo
economico.
''Il peggioramento del mercato immobiliare in
diverse zone dell'area euro - affermano ancora alla Bnp
Paribas - contribuira' a rafforzare il rallentamento
dell'economia finendo con impattare anche sulla dinamica dei
prestiti alle imprese''.
L'Italia in tale ambito mostra un andamento allineato a
quello dell'area euro.
Secondo i dati diffusi oggi da
Bankitalia, a novembre i prestiti hanno mostrato un
rallentamento anche se su base annuale mostrano un ritmo
ancora sostenuto con una crescita del 10,6%, rispetto
all'11,1% del mese precedente.
La componente a lugno termine
(oltre i 5 anni) rimane quella piu' dinamica con una crescita
dell'11,2% a novembre rispetto allo stesso mese dell'anno
scorso, anche se in evidente frenata rispetto al +16% di
ottobre.
did/sam/alf