ELEZIONI: PIZZA (DC), PERCHE' HO RINUNCIATO AL RINVIO DEL VOTO
''Noi che apparteniamo alla cultura
elettorale), ci accontentiamo di farla simbolicamente, e
quindi non chiediamo il rinvio del voto per tutta una serie
di motivi.
Ma saremo presenti a queste elezioni con il nostro
simbolo tradizionale dello scudo crociato.
Non chiediamo il
rinvio delle elezioni per senso di responsabilita': e' una
scelta che ci danneggia gravemente, pero', in questo momento,
e' piu' importante sottolineare che i nostri diritti vengano
riconosciuti''.
E' quanto ha affermato Giuseppe Pizza, segretario della Dc
intervistato dal quotidiano online ''Affaritaliani.it''.
I motivi che hanno portato la Dc a fare un passo indietro?
''Prima di tutto -spiega Pizza- l'articolo 61 della
Costituzione, anche se non sono d'accordo con il mio amico
Romano Prodi sul fatto che il rinvio del voto sarebbe una
brutta figura internazionale.
La brutta figura la si fa
calpestando le regole piu' elementari.
Infatti abbiamo
chiesto e ottenuto l'invio degli osservatori dell'Osce: sono
venuti e hanno preso atto di una situazione di palese
illegalita' da parte del ministero dell'Interno''.
Pizza spiega poi come e' arrivato a questa decisione:
''Posso assicurare tutti che non ho parlato nemmeno al
telefono con il presidente Berlusconi in queste ore, ma
appena verra' trovata una soluzione tecnica e politica
parlero' con lui e anche con Fini.
Non ho avuto alcun
contatto con nessuno, ne' con Palazzo Chigi ne' con il
Viminale, penso che li avremo nelle prossime ore.
Rimprovero
al ministero dell'Interno la faziosita', anche se preferei se
fosse stato incompetente.
La mia decisione e' stata presa
assolutamente in piena autonomia.
Il pressing c'e' stato
perche' ho preso atto delle posizioni degli altri partiti, ma
indiretto, certamente non diretto.
Non sono il tipo che si fa
condizionare dalle telefonate''.
Un'ultima assicurazione:
''Non chiedero' mai l'invalidamento delle elezioni dopo il
13-14 aprile, ma il cambiamento di questa legge elettorale
barbara''.
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