ELEZIONI: CORO DI NO A EVENTUALE RINVIO - SI CERCA SOLUZIONE (IL PUNTO)
Si fa sempre piu' remota la
riammessa al voto dopo l'esclusione decisa dall'ufficio
elettorale del Viminale.
Da parte di tutte le forze
politiche, infatti, si e' sollevato un coro di no di fronte
alla possibilita' di rinvio evocata ieri dal ministro
dell'Interno Giuliano Amato.
Il Tar del Lazio dovrebbe decidere martedi' 8 aprile sul
ricorso della Dc avverso all'esclusione, ma e' indubbio che
non si puo' aspettare questa data per decidere su un
eventuale rinvio.
I seggi elettorali, infatti, si
insedieranno nel pomeriggio di sabato 12 e l'arresto della
macchina elettorale non puo' avvenire a soli quattro giorni
dal suo avvio.
Una decisione nei 'Palazzi' che contano sara'
quindi presa entro questo fine settimana, anche per evitare
che sull'Italia, dopo i Casi della immondizia e della
mozzarella, possa riversarsi un'altra ondata di discredito.
In queste ore, su Pizza, si sta operando con forza una
'moral suasion' da parte di tutti (ed in particolare da
Silvio Berlusconi) perche' accetti di mantenere il voto alle
date fissate del 13 e 14 aprile.
In fondo - come ha
sottolineato questa mattina il capogruppo leghista alla
Camera, Roberto Maroni - in questi due giorni il simbolo
della Dc ha avuto un'esposizione mediatica che vale piu' di
una quindicina di giorni di campagna elettorale in piu'.
Anzi, uno slittamento del voto - viene fatto rilevare -
potrebbe vanificare tutti i vantaggi acquisiti in questi
giorni con la sentenza del Consiglio di Stato che ha portato
la Dc in primo piano.
leo/leo/bra