TURCHIA: CONSIGLIO EUROPA, RISERVE SU MODIFICA CODICE PENALE
Resta sospeso il giudizio
mercoledi' scorsi.
Secondo il segretario generale del
Consiglio, Terry Davis, le modifiche ''non cancellano tutti i
timori'' per le restrizioni alla liberta' d'espressione.
Il nuovo art.
301 del Codice penale turco, ''che eleva a
reato le offese contro la nazione turca, testimona - scrive
Davis in un comunicato - la volonta' delle autorita' di
rivedere la legge alla luce degli obblighi della Turchia come
stato membro del Consiglio d'Europa''.
Di questo, secondo il
segretario generale ''bisogna essere contenti'', ma occorre
sottolineare che la riforma non garantisce la liberta'
d'espressione assicurata dall'art.
10 della Carta europea dei
diritti dell'Uomo.
Per Davis, l'interprezione che i tribunali
daranno del nuovo articolo ''permettera' di verificane la
conformita' con le norme del Consiglio d'Europa'' e
costituira' il ''test decisivo''.
L'articolo in questione era da tempo sotto la lente
dell'Unione europea, con la quale la Turchia ha avviato
negoziati di adesione nel 2005, che lo considerava un
attentato alla liberta' d'espressione.
La versione rinnovata
riduce la pena massima da tre a due anni per ''offesa alla
nazione turca'' e condiziona l'ingresso in carcere a
un'autorizzazione del ministro di Giustizia.
(Piu'Europa).
val/sam/alf