SENATO: VICEPRESIDENZE, SCELTE OPPOSIZIONE CONDIZIONATE DA DI PIETRO
Archiviata l'elezione dei presidenti
Parlamento, di cui 2 espressione della maggioranza e 2
dell'opposizione.
Per quanto riguarda Palazzo Madama le pedine appaiono
ancora in movimento e fortemente condizionate dalle scelte
complessive, nella delicata ricerca degli equilibri tra le
forze e le cariche in palio.
Per la maggioranza la situazione appare meno complicata.
Resterebbero in campo complessivamente tre candidature:
quella della leghista Rosi Mauro, fortemente sponsorizzata
dallo stesso Bossi, che ieri ha annunciato la sua decisione
di togliere dal toto-ministro la Mauro (fino ad allora in
lizza per la guida del Welfare) per assegnarla alla
vicepresidenza del Senato in quota Carroccio.
Nel Pdl le
posizioni restano tuttavia ancora attendiste, sottolineando
che in ogni caso, oltre al posto (piuttosto 'tranquillo') di
Domenico Nania in quota An, rimane in pista anche il nome del
forzista ex Udc Carlo Giovanardi.
Diversa la situazione in casa dell'opposizione, dove i
giochi sono fortemente condizionati dalle scelte sulle
vicepresidenze alla Camera, dove e' in corso un braccio di
ferro tra l'Idv, che rivendica la poltrona per il suo leader,
Antonio Di Pietro, ed il Pd, che avrebbe invece promesso
quella poltrona al presidente Udc, Rocco Buttiglione.
Che in
questo modo, a sua volta, farebbe posto a Savino Pezzotta
alla presidenza della Costituente di Centro.
Poiche' al Senato l'Italia dei Valori non avrebbe una
'carta' altrettanto significativa da giocare, resta da vedere
se ci sono poste 'compensative' accettabili, come ad esempio
quella della presidenza della commissione di vigilanza (per
Giuseppe Giulietti, eletto pero' come 'indipendente' nelle
fila dell'Idv), anche se questo scambio appare piuttosto
improbabile.
Trovando una 'quadra' per il rebus Idv, restano dunque due
vicepresidenze per il Pd, per una delle quali il nome di
Vannino Chiti resta molto forte per la quota ex-Ds, mentre in
quota Dl in 'pole position' appare Maria Pia Garavaglia,
seguita da Luigi Zanda per cui pero' appare piu' forte
l'ipotesi di una conferma alla vicepresidenza del gruppo.
Tramontata appare infine la candidatura di Francesco Rutelli,
che non rientrerebbe nei progetti (ne', aggiunge qualcuno,
neppure nei desiderata) dell'ex vicepremier.
Tra gli outsider
possibili (ma onestamente improbabili) da registrare anche il
nome di Roberta Pinotti, che potrebbe entrare in gioco
qualora si volesse giocare la carta della carica 'declinata'
al femminile.
A sbrogliare la delicata matassa e' gia' stata convocata
una riunione del gruppo Pd per lunedi' sera, lasciando cosi'
tempo alle 'diplomazie' di agire fino all'ultimo minuto.
njb/leo