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GB: AMMINISTRATIVE, CROLLA IL LABOUR - SCONFITTA PERSONALE PER BROWN

Senza ancora conoscere i mandato, si profila gia' netta la 'mazzata' per il Labour nelle elezioni Amministrative in Inghilterra e Galles.
E, con essa, la sconfitta personale del premier in carica, Gordon Brown.
Crollato al 24% dei consensi, contro il 44% dei Conservatori e il 25% dei Liberal-democratici, il partito laburista fa i conti con quello che il giornale londinese della sera, Evening Standard, titola come ''il bagno di sangue''.
Riportati nel panorama nazionale, i risultati premierebbero infatti il partito conservatore con una netta maggioranza parlamentare, che passerebbe dagli attuali 138 a 164 seggi.
Tornando alle Amministrative, sui 4.102 seggi in gioco, il Labour ne perde sinora 220, mentre i Conservatori ne guadagnano 192 e i Liberal-democratici 19.
I dati si riferiscono a 122 comuni su 159. Dopo quella che Brown ha eufemisticamente definito ''una brutta notte per il Labour'', il premier promette il massimo impegno per ''andare avanti''.
Ma, andare avanti, secondo alcuni osservatori, sembra oggi piuttosto complicato per un primo ministro in calo di popolarita' e autorita' politica, fin dall'avvicendamento con Tony Blair, nel giugno scorso. Avvicendamento avvenuto senza passare per le urne e in presenza di un brillante e giovane avversario, il quarantunenne David Cameron.
Per risalire la china, Brown potrebbe decidere un rimpasto di governo ''ma - dice George Jones della London School of Economics - il problema fondamentale e' il premier stesso''.
Gia' pluri-ministro delle Finanze, Brown aveva raggiunto una certa popolarita' nei dieci anni di governo Blair.
Ma, dopo una breve luna di miele con il Paese dopo la sua ascesa al potere, Brown ha accumulato una lunga serie di errori che gli sono costati la 'debacle' di oggi: il quasi fallimento della banca Northen Rock, perdita di dati sensibili di milioni di britannici, incertezza sulla convocazione di elezioni anticipate.
E, piu' di recente, misure fiscali inique e una crisi finanziaria mondiale, che ha colpito la Gran Bretagna sul fronte del mercato immobiliare, hanno finito di distruggere la sua reputazione di abile gestore, unita a quella di formidabile oratore.
Risultato: solo il 46% dei cittadini del Regno Unito lo ritiene competente contro un 58% che preferisce Cameron.
Per il futuro dell'attuale premier, gli analisti agitano cosi' lo spettro di John Major, il vecchio premier conservatore spazzato via dalla scena politica a due anni da ugualmente disastrose elezioni Amministrative, con l'irruzione del New Labour di Tony Blair. (Piu'Europa). val/mcc/rob