ACLI: NELLA SECONDA GIORNATA CONGRESSO SI PARLA DI SOCIETA' CIVILE
''Ma la societa' civile italiana e'
palco del Congresso nazionale delle Acli ed a porla e' stato,
nel suo intervento, Giovanni Bianchi, politico di lungo corso
ed ex presidente nazionale delle stesse associazioni dei
lavoratori cristiani.
Una battuta che ha preso spunto dalla
necessita', come sta emergendo anche nei lavori del congresso
aclista, di fronte ad una Italia profondamente mutata (e che
l'esito del voto ha posto sotto gli occhi di tutti) di
interrogarsi sui cambiamenti anche da parte delle
rappresentanze sociali.
Un ragionamento ripreso dal
segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che a nome
della sua organizzazione ha ribadito la necessita', anche per
quanto riguarda il mondo del lavoro, di ripensare e quasi
ridisegnare il mondo della rappresentanza ''ripartendo dai
territori ma facendo attenzione - ha voluto sottolineare il
leader della Cgil - che questi non si trasformino in 'limes',
in confini spesso invalicabili''.
Ed e' proprio questo il tema di fondo che sta
attraversando la riflessione aclista che ha
significativamente scelto come titolo congressuale: ''Migrare
dal Novecento, abitare il presente, servire il futuro.
Le
Acli nel XXI secolo''.
Una migrazione che non deve
interpellare solo il mondo della politica, come ha fatto
intendere nella sua relazione introduttiva dei lavori, il
presidente nazionale, Andrea Olivero, che ha spronato la sua
organizzazione a farsi ''laboratorio'' per ''nuove forme di
cittadinanza e di partecipazione'' soprattutto di fronte, si
e' detto certo Olivero, ad una Italia che ha ''terminato la
sua transizione'' e con essa una ''complessa e difficile fase
di stagnazione''.
Su questa strada e' sembrato voler spingere le Acli anche
il segretario generale della Cei, mons.
Giuseppe Betori, che
nel suo messaggio di saluto ai congressisti ha, tra l'altro,
detto che occorre ''congedarsi dal 'secolo breve' per
appropriarsi di strumenti piu' efficaci con cui costruire
l'alfabeto sociale del XXI secolo'', semmai gli ha fatto eco
il vescovo di Ivrea e presidente delle Settimane sociali,
mons.
Arrigo Miglio ''favorendo luoghi di incontro e di
riflessione'' anche come ''cattolici impegnati in politica
che hanno contributi specifici da portare''.
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