ABORTO: LA 'MORATORIA' DI FERRARA AVVELENA CLIMA PROSSIMA VERIFICA
Non bastavano i vari problemi gia' sul
rendere 'pesante' il clima del vertice di maggioranza di
governo fissato per il 10 gennaio.
Ora ad 'avvelenare' la
situazione ci si e' messo anche un tema etico e sociale come
l'aborto che ha scatenato una dura polemica tra le due
coalizioni ed anche al loro interno.
Il tutto, come e' noto, e' nato in seguito alla proposta
di 'moratoria' sull'aborto avanzata sul 'Foglio' da Giuliano
Ferrara e sostenuta oggi dal card.
Camillo Ruini sul
'Corriere della Sera'.
Il porporato ha affermato che
''richiamare il tema dell'aborto e chiedere una moratoria
quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti
e' molto logico'' in quanto l'aborto concerne
''inevitabilmente della soppressione di un essere umano''.
Ruini ha chiesto quindi di ''applicare integralmente la legge
sull'aborto, in quelle parti che davvero possono essere in
difesa della vita'' ed anche di aggiornarla visto che sono
passati 30 anni dalla sua promulgazione.
In sintonia con quanto sollecitato dal cardinale, alla
Camera giace da circa tre mesi una mozione del coordinatore
nazionale di Fi, Sandro Bondi, che, come ha chiarito lo
stesso, chiede ''l'istituzione di linee guida (attualmente
non previste dalla 194) per permetterne un'applicazione
piena, coerente e omogenea''.
Si tratta - ha spiegato Bondi -
''di emanare direttive ministeriali, un atto puramente
amministrativo, per adeguare le norme della legge 194 alle
nuove tecnologie mediche, ed evitare per esempio che si
ripetano casi drammatici come quello avvenuto all'ospedale
Careggi di Firenze, dove un bambino di 22 settimane e'
sopravvissuto per qualche giorno a un intervento abortivo,
eseguito in seguito a una diagnosi prenatale rivelatasi
sbagliata''.
La senatrice 'teodem' del Pd, Paola Binetti, si e' detta
oggi pronta, in un'intervista a 'La Stampa', a sostenere la
mozione ed ha affermato che, qualora fosse posto un richiamo
alla disciplina di partito, non ne terrebbe alcun conto.
La
nuova presa di posizione della Binetti, che gia' aveva votato
contro la questione di fiducia posta dal governo sul decreto
sicurezza poi lasciato decadere (un 'no' che aveva fatto
vacillare la maggioranza a Palazzo Madama), ha provocato una
nuova 'guerra di religione' all'interno del centrosinistra.
Il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, ha
definito ''l'attacco'' alla 194 ''un grave atto di
arretratezza culturale'' che ''non e' neppure condiviso nel
mondo cattolico, che su questo tema e' molto 'laico'''.
Quanto alla moratoria di Ferrara, si tratta di una proposta
''grottesca'' perche' ''l'aborto non e' una pena di morte, ma
un momento alto di affettivita' e di autoderminazione della
donna''.
Dura contro la Binetti e' Manuela Palermi, capogruppo
Pdci-Verdi a Palazzo Madama.
''Non puo' esistere - ha detto -
che quando i senatori Rossi e Turigliatto assunsero posizioni
diverse da quelle della coalizione, il Pdci e il Prc presero
provvedimenti, anzi li sottoposero a 'processo', mentre la
Binetti, col suo voto contrario alla fiducia, ancora un po'
viene 'incoronata'''.
Quindi la sottolineatura che ''toccare
la 194 e' intollerabile: lo dico come politico, come donna,
come essere umano''.
Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla Camera, ha reagito
definendo la 194 ''un'ottima legge'' ed auspicando che
''l'iniziativa a titolo personale dell'on.
Bondi, che sa
tanto di speculazione politica, resti assolutamente tale''.
Quanto al ministro della Salute, Livia Turco, questa ha
sostenuto che la 194 ''e' una legge applicatissima''; quanto
alla ridiscussione dell'aborto, ''dibattito pubblico si' ma
nessuna modifica della legge 194''.
Intanto, mentre 'Famiglia Cristiana' si e' schierata a
sostegno della moratoria, Ferrara insiste ed ha scritto una
lettera al segretario del Pd, Walter Veltroni, nella quale
gli chiede di consentirgli ''di esporre le mie ragioni in
favore della moratoria sull'aborto al comitato che sta
discutendo statuto e identita' del Partito Democratico''.
In
alternativa, ha proposto che ''il comitato accetti di leggere
una mia lettera motivata sulle ragioni della moratoria e
decida se rispondermi con una lettera altrettanto
motivata''.
Come si vede, alla verifica ci si avvicina con sempre
maggiori tensioni e polemiche che Romano Prodi dovra' tentare
di 'svelenire', pena l'esplosione della coalizione che lo
sostiene.
leo/mcc/ss