CRISI:A SINISTRA SI PROFILA LISTA PER VELTRONI COLLEGATA AL PD (ANALISI)
Le dichiarazioni di Luca di
speranze del centrosinistra di andare al voto con una nuova
legge elettorale e alcune riforme istituzionali.
''Se non
c'e' accordo, si vada presto al voto e si pensi alla prossima
come a una legislatura costituente'', ha infatti detto il
presidente di Confindustria che nei giorni scorsi aveva
invece insistito sulla necessita' della riforma elettorale.
A confermare che gia' nella prossima settimana potrebbe
esserci l'annuncio dello scioglimento delle Camere ci pensano
anche le notizie che giungono da Roma, dove acquista sempre
piu' forza la candidatura di Francesco Rutelli alla
successione di Walter Veltroni.
I sondaggi su candidature
alternative - Paolo Gentiloni, Giovanna Melandri, Goffredo
Bettini - hanno dato esito negativo rispetto a quella del
gia' sindaco di Roma e attuale ministro dei Beni culturali.
L'altra novita' che viene dal Pd e' il 'lavorio' su una
lista che potrebbe chiamarsi ''A sinistra per Veltroni''.
Promotori vengono accreditati essere alcuni esponenti della
sinistra (il sottosegretario agli esteri Famiano Crucianelli,
i segretari della Cgil Paolo Nerozzi, Carla Cantone, Enrico
Panini, Carlo Podda, l'economista Paolo Leon, i deputati
Massimo Cialente e Angelo Lo Maglio) che nei giorni scorsi
hanno firmato un documento che prende le distanze da Sinistra
democratica (il raggruppamento nato dalla scissione dei Ds)
accusata di essere ormai subalterna a Rifondazione e di non
aver tenuto fede all'impegno di contribuire al rinnovamento
della sinistra alternativa.
La mossa di una lista di sinistra
collegata al Pd e' auspicata sia da Goffredo Bettini,
coordinatore del partito, sia da Walter Veltroni.
Dopo l'annuncio che in ogni caso il Pd correra' da solo
nelle prossime elezioni, privo di condizionamenti alla sua
sinistra e senza alleanze coatte, Veltroni ha il problema di
rosicchiare consensi alla Cosa rossa.
Nei giorni scorsi il
segretario del Pd avrebbe dovuto recarsi a Madrid per
partecipare all'apertura della campagna elettorale del
premier Jose' Luis Rodriguez Zapatero (in Spagna le elezioni
politiche sono previste per il 9 marzo), ma l'apertura
formale della crisi di governo ha fatto disdire
l'appuntamento.
Ma c'e' l'impegno di Zapatero, nel caso di
una sua riconferma, a venire in Italia per dare una mano a
Veltroni nella campagna elettorale.
Questa notizia rompe la
prudenza con cui fin qui il Pd (ma ancora prima i Ds e la
Margherita) aveva guardato a Zapatero come leader famoso per
la laicita' e i diritti di cittadinanza che persegue con
estrema coerenza, anche a costo di dure polemiche con la
Chiesa spagnola.
L'ipotesi di una lista ''A sinistra per Veltroni''
collegata al Pd (che si farebbe carico anche di un accordo
con i socialisti dello Sdi) e, dunque della ricerca di
alleanze per le politiche, nonostante le vocazioni
maggioritarie annunciate, acuisce le tensioni nell'area della
Sinistra-l'arcobaleno, la denominazione con cui la Cosa rossa
sta preparandosi alle elezioni anticipate.
I sondaggi
accreditano l'8-10% a questa nuova formazione, probabile
risultato della somma tra Rifondazione, Verdi, Pdci e
Sinistra democratica che attualmente hanno in Parlamento 147
tra deputati e senatori.
Le piu' rosee previsioni indicano
che la nuova aggregazione potrebbe eleggere all'incirca 60
deputati e una decina di senatori: quindi, si assisterebbe al
dimezzamento dell'attuale rappresentanza parlamentare.
Di qui
il pericolo per la Cosa rossa che la lista ''A sinistra per
Veltroni'' possa attirare qualche escluso dalle candidature
ed erodere voti.
A questo proposito, proprio oggi Paolo
Nerozzi ha dichiarato di continuare ad auspicare ''autonome
liste di Sinistra democratica e Verdi in collegamento e
alleanza con il Pd''.
Per ora, sul fronte della sinistra alternativa non c'e'
una decisione definitiva ne' sul simbolo ne' sul candidato
premier, che l'attuale legge elettorale obbliga a indicare.
L'ipotesi di un nuovo logo e' osteggiata dal Pdci di Oliviero
Diliberto che preferirebbe che accanto al nuovo simbolo ci
fossero anche quelli delle quattro forze promotrici.
Questa
scelta non piace a Sinistra democratica, che preferirebbe la
novita' del simbolo per indicare l'avvio di un processo di
aggregazione senza ritorni all'indietro.
Rifondazione,
invece, teme che, se non si accoglie la proposta di
Diliberto, il Pdci possa presentarsi da solo, contando sul
fatto di avere in dote l'unica falce e martello che
comparirebbe sulla scheda elettorale (in questo caso, i
Comunisti italiani dovrebbero superare lo sbarramento del 4%
previsto per accedere alla Camera e rinunciare alla
presentazione di liste al Senato dove la soglia sale all'8%
in mancanza di alleanze con l'intero centrosinistra).
Problemi pure sul candidato premier della Cosa rossa.
L'idea di un tandem Fausto Bertinotti-Grazia Francescato
(l'attuale presidente della Camera, la portavoce verde) non
convince tutti i promotori della Cosa rossa.
Bertinotti, che
ha piu' volte annunciato di non voler tornare a guidare
Rifondazione, potrebbe fare un passo indietro lasciando via
libera alla candidatura di Nichi Vendola, governatore della
Puglia.
Questa scelta avrebbe qualche chance di imporsi,
perche' non potrebbe essere accusata da Fabio Mussi (Sinistra
democratica) o dagli altri contraenti del patto elettorale di
guardare piu' al passato che al futuro.
In caso di voto anticipato ad aprile, per lo scioglimento
delle Camere, ci sono pochi giorni per decidere.
gar/Gas/alf