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OLIMPIADI/TIBET: CASA BIANCA, BOICOTTAGGIO NON E' LA VIA MIGLIORE

Le manovre del Congresso migliore'' per affrontare la crisi tibetana.
E' quanto fa sapere la Casa Bianca rispondendo alle sollecitazioni del Congresso, e in particolare della speaker della Camera Nancy Pelosi, affinche' il presidente Americano, George Bush, rinunci ad andare a Pechino in segno di protesta ''contro le violenze cinesi in Tibet''. ''Noi condividiamo la preoccupazione sulla questione tibetana, ma gli sforzi per proibire la partecipazione degli Stati Uniti a questo evento sportivo internazionale non sono la strada migliore per risolvere il problema'', ha spiegato la portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza, Katherine Starr.
''Le Olimpiadi sono un modo per gli Stati Uniti di supportare i nostri grandi, giovani atleti, i quali rappresentano l'eccellenza del nostro paese''. Bush aveva gia' confermato la propria presenza alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, nonostante l'invito rivolto ai leader di ogni paese di boicottare i giochi in segno di protesta contro la repressione cinese in Tibet. Invito raccolto gia' dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, il quale pero' ha solo preso in considerazione la possibilita' di disertare la cerimonia di apertura. Bush, ad ogni modo, ha gia' espresso al presidente cinese Hu Jintao la sua preoccupazione per le violenze in Tibet, invitando ad una soluzione diplomatica della questione.
''La China dovrebbe rispettare il diritto di tutti i suoi cittadini'', ha comunque precisato Starr. luq/uda