DIARIO ELETTORALE: LA SINISTRA-L'ARCOBALENO PERDE PEZZI A ROMA
I primi a lasciare la
Senato, e Famiano Crucianelli, sottosegretario agli Esteri.
Poi e' toccato ad Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti
in quota Pdci, e a Loredana Dolci, segretaria regionale dei
Comunisti italiani in Emilia Romagna: entrambi si sono
avvicinati al Pd.
Ora e' la volta di tre consiglieri comunali
a Roma, uno ex Rifondazione e due ex Verdi, che hanno scelto
di collaborare o di candidarsi con il Pd.
Si tratta di Pino
Galeota, primo degli eletti nella lista del Prc nel 2006 con
2600 preferenze e presidente uscente della Commissione
cultura, Franco Figurelli, ex presidente della Commissione
sport in quota Verdi, ora candidato al Comune, e Dario
Esposito ex-assessore all'Ambiente in Campidoglio,
attualmente candidato alla Provincia (Esposito considera
Figurelli ''il mio piu' stretto collaboratore dal 1993'').
''Sono episodi diversi.
Per quanto riguarda Esposito e
Figurelli, si tratta di un convincimento politico che non
condivido e che sottovaluta il nostro ruolo anche nelle
battaglie ambientaliste.
Nel caso di Galeota, che era in
Consiglio comunale dal 1993, ha pesato il problema della
collocazione istituzionale quando si e' deciso di rinnovare
le nostre liste'', dice all'Asca Patrizia Sentinelli, vice
ministro degli Esteri uscente, coordinatrice della campagna
elettorale di Sinistra-l'Arcobaleno a Roma.
''Non ho rimpianti, a nessuno ho chiesto di essere
ricandidato perche' ho preso atto che si e' esaurita
un'esperienza, quella di Sinistra europea, che e' stata alla
base della mia scelta di due anni fa: ora quel progetto non
c'e' piu' e quello di Sinistra-l'Arcobaleno non e' affatto
convincente'', dichiara invece Galeotta, che era anche
presidente di Sinistra romana, un'associazione collegata a
Uniti a sinistra, il movimento promosso dal deputato Pietro
Folena, indipendente eletto nelle liste del Prc.
''Professionalmente e' corretto che ciascuno si impegni al
meglio in una attivita' in cui ritiene di essere utile: ma
dal punto di vista politico, le cose cambiano'', commentano
Elena Canali e Bruno Ceccarelli, vice-presidente la prima e
segretario organizzativo di Sinistra romana il secondo.
''Le
posizioni prese da Galeota non sono condivisibili e non
impegnano in alcun modo Sinistra romana'', concludono.
La situazione di Roma e' quella dove la
Sinistra-l'Arcobaleno appare piu' in difficolta' per la
scelta di sostenere fin dal primo turno la candidatura a
sindaco di Francesco Rutelli.
Questa scelta non convince tutto l'elettorato di sinistra.
Una frangia di elettori potrebbe scegliere infatti il voto
disgiunto: crocetta sul nome del candidato a sindaco del
Partito socialista Franco Grillini e conferma del voto al
partito di appartenenza.
Presidente onorario dell'Arci gay,
ex diessino confluito con Gavino Angius nel Ps dopo la
formazione del Pd, Grillini e' considerato dagli elettori
della sinistra radicale un candidato piu' coerente di Rutelli
sui temi della laicita' e dei diritti.
''Quello del voto disgiunto, certo legittimo, a favore di
Grillini e' un malessere diverso rispetto a quello degli ex
consiglieri che hanno deciso di candidarsi nel Pd o di
collaborare con quel partito.
Indica una difficolta' di
convincimento nel condividere la scelta di
Sinistra-l'Arcobaleno che ha scelto di sostenere Rutelli fin
dal primo turno'', annota la Sentinelli, eletta nel Consiglio
comunale di Roma per la prima volta nel 1997, dove ha
ricoperto il ruolo di capogruppo del Prc e di presidente
della Commissione delle elette contribuendo alla
realizzazione della Casa internazione delle donne.
Lei, ''se
ci saranno le condizioni'' precisa, e' disponibile a fare il
vicesindaco.
gar/leo/rob