GOVERNO: DIMISSIONI SINDACI NON FARANNO SLITTARE A 2009 VOTO COMUNI
In caso di scioglimento anticipato
delle amministrazioni comunali.
Durante la riunione di questa
mattina del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell'Interno,
Giuliano Amato, ha svolto una comunicazione, che il Consiglio
ha condiviso, in materia di scioglimento anticipato delle
Camere e di modalita' di voto dei militari.
Per quanto riguarda il primo punto, ''l'art.
7 del testo
unico sulle norme elettorali per la Camera prevede che,
nell'ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere - si
legge nella relazione - i sindaci che intendano candidarsi si
dimettano entro i sette giorni successivi alla data di
pubblicazione del decreto.
Alle loro dimissioni segue lo
scioglimento dei rispettivi Consigli comunali e la nomina di
un Commissario sino al rinnovo degli organi.
Nel caso che le
dimissioni divengano definitive dopo il 24 febbraio, le
predette elezioni, a norma dell'art.
2 della legge n.
182 del
1991, vanno all'anno successivo.
Per evitare che numerosi
comuni rimangano per oltre un anno sotto gestione
commissariale, con pregiudizio dei diritti democratici, si
provvedera' - come gia' accaduto in passato - con apposito
atto legislativo di urgenza, a consentire lo svolgimento
delle elezioni di tali enti nel turno annuale del 2008''.
Sul secondo punto, il Consiglio ''ha condiviso l'opportunita'
di un intervento normativo che consenta ai militari
all'estero di esercitare il loro diritto di voto in caso di
elezioni politiche nella sede di servizio all'estero.
L'orientamento maturato in Consiglio e' che il voto vada
esercitato con riferimento alle circoscrizioni nazionali
piuttosto che a quelle estere, diversamente da quanto
accaduto nel 2006''.
rus/cam/alf